Riassunto delle puntate precedenti
È passato più di un anno da quando pubblicavo sul mio vecchio blog il mio post più famoso, quello che mi ha garantito, ancora più delle parole “professoressa porca” inserite nell’elenco dei tag, un notevole e costante afflusso giornaliero di visite anche nel periodo in cui ho smesso di scrivere. In tale post affermavo, dati alla mano, che gli emo non esistevano, che si trattava solo di un fenomeno di internet, una leggenda metropolitana. Insomma, chi cazzo aveva mai visto un vero emo?
All’epoca molte sopracciglia si alzarono e se ne andarono per l’indignazione, mentre i proprietari si domandavano cosa diavolo fosse un emo.
Aggiornamento
Ora, dopo numerose segnalazioni e testimonianze (compresa la mia), non posso fare altro che affermare il contrario: gli emo esistono. Ma non consideratela una smentita: all’epoca in effetti non esistevano.
Ciò che è capitato è un accadimento curioso, simile (ma più grave) a quello che secoli fa portò la Chiesa a creare le messe nere.
Facciamo un salto indietro fino ai primi secoli della storia cristiana, durante i quali i culti pagani continuavano a essere praticati, specialmente nelle campagne. La Chiesa, dopo aver tentato di soppiantarli con l’inganno, inglobandone e modificandone festività e rituali, ha pensato di distorcere il significato delle tradizionali invocazioni alle forze naturali, facendole passare per sacrileghe unioni demoniache. Queste due tendenze opposte ma parallele sono la manifestazione del conflitto tra la neonata religione e la società tardo-antica, la cui mitologia pagana era vista dai cristiani come una caotica ed ingannevole epifania infernale attraverso cui il male ha operato nel mondo. Qualunque cosa questo significhi.
In epoca recente alcuni giovinastri appassionati di cinema horror e gruppi metal hanno ripreso in mano i trattati di demonologia dell’epoca, hanno pensato “Osculatio ani ad un caprone, figo!” e hanno creato il genere bestiality. Altri hanno guardato un episodio di “Settimo cielo” su Italia 1 e per reazione sono diventati le Bestie di Satana.
Analogamente quello degli emo, fenomeno creato a tavolino dalla CIA e da MTV per motivi ancora ignoti (una, si sa, vuole manipolare le menti delle persone, controllarle e uccidere quelli che si oppongono a tutto ciò, ma la CIA cosa c’entra?), ha attirato a sé le menti deboli e le ha convertite.
Probabilmente qualche sedicenne convinto di essere l’unico detentore di depressione adolescenziale al mondo avrà letto di questa sottocultura fittizia e avrà pensato: “Sì! La mia vita fa schifo, e il miglior modo di passarla è macerarsi nell’autocommiserazione ed esprimere il mio malessere interiore indossando scarpe orrende!” e sarà uscito a comprare delle Vans.
Così, come il virus ebola, ma meno amabile, l’emosità si è diffusa, e gli emo sono ora un esercito pronto a rubare i colori dal mondo.
Nell’attesa alcuni, allo scopo di rinvigorire la tristezza che a volte viene fiaccata dalla soddisfazione di essere riusciti ad acconciare perfettamente i capelli, visitano i siti in cui altri adolescenti li deridono per non pensare al fatto che la loro vita faccia schifo, e tentano di difendersi fallendo clamorosamente.
Alcuni sono venuti a protestare anche dal sottoscritto (che peraltro non ha detto una parola contro di essi. Come potevo? All’epoca in cui ho scritto il post non esistevano). I poveretti evidentemente non conoscevano una delle regole fondamentali di internet: non puoi vincere in una discussione su di un blog con il suo proprietario. Questo perché:
- il proprietario ha sempre l’ultima parola. Prima o poi ti stancherai di commentarlo e lui metterà il punto, o verrai bannato, o i tuoi commenti saranno eliminati;
- i lettori abituali del blog e gli amici del proprietario con tutta probabilità gli daranno manforte, attaccando tutti insieme. Vedendoti assediato, comincerai a lanciare insulti senza motivo, perdendo tutta la tua eventuale credibilità;
- in questo caso il proprietario del blog ero io.
Ignorando tutto ciò, ed esprimendosi in una curiosa lingua deficitaria di vocali, hanno affermato:
ma k kazzate dite??
io sn emo e poi emo sta x emocotions ….
e io li amooo da morire e nn me li tokkate piu”’
CAPITO???
Cos’è un’emocotions? E soprattutto: perché te la prendi con persone che attaccano un fenomeno a cui tu dici appartenere ma che neanche conosci? Ti sarebbero bastati trenta secondi su Wikipedia, il sito con cui regolarmente fai i compiti a casa.
e poi k male c’è ad essere emo ??? meglio emo k tamarro .. ovviamente .. meglio emo k skater o truzzo del cazzo ..
Ecco, questo è il classico argomento della sottocultura sbeffeggiata che ammette di essere una merda, purché non la si ponga in cima alla classifica “100 modi in cui tuo figlio deve conciarsi per essere escluso dal testamento”.
[…] tutte cazzate1 secondo voi gli emo nn esistono.. io mi chiamo federica e sn una raga emo.. il mio raga è emo.. sapete xkè nn incontrate mai gli emo x la strada? xkè noi raga emo abbiamo dei posti tuti nostri, dove stare tutti insieme. di certo nn veniamo a calpestare il terreno sopra il quale passate voi.
Io li ho visti i posti “tuti nostri” degli emo di Torino: il McDonald di Piazza Castello. Si tratta di una corrente interna al movimento emo che ha sostituito il Crispy McBacon alle lamette. È in effetti un lento suicidio, ma ha il difetto che dopo un po’ non si riesce più ad entrare nei jeans attillati di Emily the Strange.
prima di giudicare, di alludere alle cose, pensate a quello ke dite.. nn siamo noi emo i diversi, siete voi.. gente malvaggia..
Altra convinzione post-romantica molto emo: l’essere soli, diversi, emarginati. Il solo fatto che se cerco la parola “emo” su myspace mi escono quattro milioni di profili dimostra solo quanto gli emo siano uguali ai punk, agli skater e agli hipster: sono dei poveri deficienti convinti di essere liberi pensatori fuori dai circuiti commerciali e per questo perseguitati. No, sono perseguitati perché se lo meritano e soprattutto perché è molto divertente.
Non importa che l’emo alle origini fosse un sottogenere del punk, perché tutto si evolve, e se adesso gli emo sono una manica di ragazzini idioti fintodepressi non ha neanche più senso dire “io sono emo perché ascolto la musica emo degli anni Ottanta“. Tradizionalmente quando un’istituzione viene corrotta la parte conservatrice tenta di riportarla alla situazione precedente, e se fallisce si separa e ne fonda una alternativa.
Ma comunque, a meno che non abbiate intenzione tra trent’anni di gestire un minuscolo negozio di dischi ascoltando tutto il giorno gli Embrace e i Rites of Spring continuando a ripetere “Iosonounveroemo, iosonounveroemo, iosonounveroemo” vi accorgerete di come tutto questo in fondo non abbia mai avuto importanza.
Non abbiatecela con me emo della terza ondata, voi siete superiori e lo sapete. Fregatevene di quello che vi dicono, chiudete questa pagina e tornate a fare qualcosa di incredibilmente originale e anticonformista, come scrivere poesie sulla Moleskine, disegnare teschietti sulle Converse o ascoltare Jared Virgin Leto, Gerard Reprise Way e Bill Maybelline New York Kaulitz.